Vacanze estive al fresco? Crociera in Norvegia!

Crociera, la vacanza “anta” per eccellenza

Posso dirlo con certezza: la crociera è la vacanza “anta” per eccellenza. L’unica vera preoccupazione è arrivare al porto in orario; una volta a bordo, non resta che pensare a divertirsi. Se non avete limiti di budget, può diventare un periodo di totale relax, dove non si deve organizzare nulla e ci si lascia semplicemente cullare dalle onde.

La crociera è una vacanza adatta a tutti: giovani e meno giovani, pigri e iperattivi, viaggiatori solitari o in compagnia. Non dite mai “la crociera non fa per me” finché non l’avete provata: è sorprendente quante esigenze riesca a soddisfare.

C’è però un’unica situazione in cui la sconsiglio vivamente: se soffrite il mal di mare. Le navi da crociera sono grandi e ben stabilizzate, ma il mal di mare è una brutta bestia. Ho visto persone stare malissimo persino con la nave ferma in porto. Se non avete mai viaggiato in barca, fate prima una prova: un traghetto, una gita breve, qualsiasi cosa vi permetta di capire come reagite. Non fate l’errore di imbarcarvi contando solo sui medicinali: se vi capita il mare grosso, saranno dolori.

La navigazione tra i fiordi

La nostra cabina

Pro e contro di una vacanza in crociera

Amo molto questo tipo di viaggio, ma ammetto che la vacanza in crociera ha punti di forza quanto limitazioni. Di seguito ho cercato di schematizzare i pro e i contro di una vacanza in crociera:

PRO

  • Si viaggia prevalentemente di notte: ogni giorno si raggiunge un nuovo porto, spesso distante molti chilometri, e ci si sposta senza nemmeno accorgersene.
  • È un viaggio praticamente all‑inclusive: vitto e alloggio sono compresi nel prezzo, quindi prima di partire si ha già un’idea abbastanza chiara del costo complessivo (N.B. segue precisazione nei contro).
  • Le attività a bordo sono infinite: intrattenimento a qualsiasi ora, piscine, musica dal vivo, spettacoli teatrali, cinema… è davvero difficile annoiarsi.
  • Bagaglio no limits! I limiti esistono, ma sono talmente ridotti che finalmente si può mettere in valigia tutto ciò che serve. E ricordate di portare qualcosa di elegante: c’è sempre almeno una serata in cui sfoggiarlo, anche se non è obbligatorio.
  • Un punto di vista privilegiato: vedere un porto dall’altezza di una nave da crociera – equivalente a un palazzo di diversi piani – è un’esperienza fuori dal comune.
  • La crociera è una vacanza “social”: a meno che non siate degli orsi impenitenti, si può tranquillamente partire da soli. È quasi impossibile non fare amicizia; al contrario, se desiderate stare per conto vostro, nessuno vi disturberà, ci sono molte aree tranquille dove leggere un libro cullati dalle onde e dalla brezza marina (N.B. segue precisazione nei contro).

CONTRO

  • Le soste nei porti sono brevi: da poche ore a una giornata al massimo, a seconda della distanza dalla tappa successiva.
  • Attenzione ai costi extra! Non tutte le compagnie includono il pacchetto bevande; inoltre ci sono le mance obbligatorie e le escursioni, che se acquistate dalla compagnia possono essere molto costose.
  • Non tutto è compreso nel prezzo: i servizi della SPA, alcuni ristoranti e varie attività sono a pagamento. C’è molto di gratuito, ma conviene arrivare o prenotare per tempo, soprattutto se la nave è al completo.
  • Attenzione alle limitazioni sul bagaglio: non tanto nelle dimensioni, quanto negli articoli proibiti. Ogni compagnia fornisce un elenco dettagliato degli oggetti vietati. Alcuni esempi comuni: ferro da stiro, cibi e bevande, candele e oggetti infiammabili.
  • Le bottiglie di vino e alcolici acquistate a terra vengono trattenute e restituite a fine crociera.
  • Il mare non è prevedibile: quando decide di farsi sentire può influire molto sul viaggio. Si possono saltare tappe o essere impossibilitati a scendere in caso di sbarco in rada. L’annullamento di una o più tappe non prevede alcun rimborso: la sicurezza del passeggero viene prima di tutto.
  • Partire da soli costa di più! La stanza singola è spesso più cara in proporzione rispetto alla doppia, ma in crociera può costare addirittura di più di una doppia. Tanto che alcuni, pur viaggiando soli, acquistano comunque una cabina doppia.

L’unica certezza assoluta di un viaggio in crociera: non si muore di fame!!!

Un Mare del Nord particolarmente arrabbiato!

In che periodo fare una crociera in Norvegia

Posso dirlo solo per sentito dire, perché io ci sono stata in agosto, ma pare che il periodo migliore per questa destinazione sia giugno. Il motivo principale è la luce: in quel mese il sole praticamente non tramonta mai. Io ero lì a metà agosto e già allora era sorprendente vedere il sole scendere oltre le undici di sera, ma a giugno l’effetto è ancora più marcato.

Un altro elemento che gioca a favore di giugno è il clima, più mite e con un Mare del Nord generalmente più tranquillo. A ferragosto, invece, si viaggiava tra i 10 e i 18 gradi a seconda della zona, con pioggia frequente. E il mare… meglio non parlarne. Partiti da Amsterdam con un giorno di ritardo, abbiamo persino saltato una delle tappe più attese, Bergen, proprio a causa delle condizioni avverse.

Dicono che in giugno faccia più caldo grazie alla maggiore insolazione e che il tempo sia più stabile. Insomma, se si vuole godere appieno di queste latitudini, giugno sembra davvero il mese ideale.

Da sapere prima di partire

PRENOTARE IN ANTICIPO PAGA! E per anticipo intendo anche un anno. Prima prenotate e meno pagate; inoltre, a seconda di quanto sarà affollata la nave, potreste avere un upgrade di stanza (per esempio, io avevo prenotato una interna e ho avuto l’upgrade a esterna senza sovrapprezzo). Consiglio di prenotare prima di partire anche tutti gli extra (escursioni, pacchetti bevande, pacchetti internet, ecc.): pagherete prima, ma l’importo sarà scontato, senza considerare che, per quanto riguarda le escursioni, potreste trovarle sold out (a me è successo).

COSA METTERE IN VALIGIA. Se partite da Amsterdam, la temperatura è simile alla nostra, forse qualche grado in meno; quindi, in estate, vestiti leggeri: maniche corte & co. In Norvegia fa freddo: consigliato un giaccone impermeabile con cappuccio; non dimenticate la sciarpa, perché se volete fare foto sul ponte della nave tira parecchio vento. C’è poi chi fa il bagno in piscina all’aperto, ma questa è un’altra storia. Costume e ciabatte le ho usate solo il pomeriggio della partenza; i teli li forniscono loro, ma una volta salpati, per stare sul ponte ci vuole la copertina (offerta anch’essa dalla compagnia). In ogni crociera ci sono almeno un paio di occasioni formali: non è un obbligo, ma se vi piace cambiarvi non vedo perché non farlo. Solitamente io prendo un cambio per tutte le sere (la sera in nave si sta bene con abiti estivi) e, oltre alle scarpe per camminare durante il giorno, un paio o due di scarpe da sera. Durante il giorno abbigliamento informale, meglio se a strati.

 

Piscina all'aperto solo il primo giorno per me

Una delle rilassanti aree comuni della Costa Romantica

MANCIA OBBLIGATORIA. Su questo punto non ho mai sindacato: la mancia è un costo che dovete considerare parte integrante della crociera. Lo so che farebbe più piacere fosse “invisibile”, ovvero inclusa nel prezzo, ma viene lasciata la possibilità di non darla per gravi mancanze da parte dell’equipaggio; solo in questo caso, motivandone la ragione, potete esimervi. La mancia fa parte dello stipendio di tutte le persone che lavorano sulla nave, gente che vede i propri cari due volte all’anno e che, nonostante questo, si fa carico dei vostri bisogni con il sorriso sulle labbra. Quasi sempre ho lasciato un’extra mancia direttamente al responsabile della nostra stanza per l’attenzione e la cura con cui siamo stati trattati: per me non è affatto scontato.

CONVIENE FARE IL PACCHETTO BEVANDE? Da qualche anno Costa Crociere, come politica, include il pacchetto bevande nel prezzo della crociera. Ovviamente questo non vuol dire che potete avere qualsiasi cosa. La domanda che dovete farvi prima di acquistare un pacchetto bevande è: quanto bevo? Se siete tipi da un calice a pasto, ma potete fare anche senza, uno spritz o una birretta quando capita, non conviene. In nave ci si passa quasi sempre solo la serata; durante il giorno si è in giro, e per bere tanto da arrivare al costo di un pacchetto bevande dovete impegnarvi parecchio. Una birra o un cocktail casuale ve lo potete concedere tranquillamente quando ne avete voglia, pagandolo a prezzo maggiorato, ma mai quanto un pacchetto.

INTERNET COSTA CARO. Purtroppo la connessione a bordo costa cara e, a meno che non abbiate un telefono satellitare, in mare non ci sono alternative. Anche in questo caso dovete valutare quanto restare connessi possa esservi necessario. Qualche anno fa ho potuto farne tranquillamente a meno: ci si connetteva alle wi‑fi dei locali una volta arrivati in porto, giusto per dare un’occhiata. Ma l’anno scorso ho dovuto cedere: troppe app che funzionano solo online, troppa vita social. Ho acquistato il pacchetto non solo per me, ma anche per mio marito. Come sempre, modalità e prezzo variano a seconda della compagnia; però, se siete più persone, potete scegliere tre opzioni: fare un solo pacchetto per tutta la durata della crociera e fare a turno; fare un solo pacchetto per due o più devices (scelta più conveniente rispetto a fare due o più pacchetti) per tutta la durata della crociera; fare un pacchetto singolo o per più devices solo in alcuni giorni (per esempio, se ci sono giornate di navigazione).

PIANIFICARE IN ANTICIPO. Durante questa crociera la nave ha sostato in ogni porto dalle 6 alle 12 ore (ovviamente ogni itinerario ha i suoi orari). A questo tempo va tolta qualche decina di minuti per lo sbarco (fortunatamente in tutti i porti la nave ha potuto attraccare, perché l’attracco in rada e il conseguente sbarco con le lance porta via un sacco di tempo), l’imbarco e il tempo per orientarsi. Meglio avere ben chiaro cosa c’è da vedere e come arrivarci, per non perdere tempo inutilmente. Se non si ha voglia di farlo, tanto vale scegliere le tante escursioni messe a disposizione dalla compagnia: sono costose, ma avrete il trasporto, un accompagnatore che vi farà da guida e la certezza di arrivare a bordo in orario.

 

Shopping a bordo

Intrattenimento serale a bordo

ESCURSIONI CON LA COMPAGNIA O FAI‑DA‑TE? Ad oggi ho all’attivo tre crociere: fin dalla prima ho sempre fatto un mix tra fai‑da‑te e organizzato. Ci sono escursioni che oggettivamente sono complicate da fare in autonomia; al contrario, alcuni porti hanno tutto quel che c’è da vedere a portata di mano e proprio non è necessario usufruire di gite organizzate. A seguire scrivo come mi sono comportata in ogni tappa, in modo che possiate prendere spunto.

IN AEREO MEGLIO ARRIVARE UN GIORNO PRIMA. Se Amsterdam è il vostro porto di partenza, perché arrivare il giorno stesso? È una bellissima città e, anche se ci siete già stati, troverete qualcosa che non avete ancora visitato. Dovesse capitare il minimo imprevisto con il volo, rischiereste di perdere la crociera perché, tenetelo ben a mente, LA NAVE NON ASPETTA: né il giorno della partenza né nei porti, qualsiasi cosa accada. E, a meno che non abbiate fatto un’assicurazione che copra questi problemi, non otterrete alcun rimborso. Meglio perdere una notte in hotel che un’intera crociera già pagata!

QUANDO IMBARCARSI? La risposta è: prima possibile. A seconda della compagnia c’è modo di indicare l’orario di imbarco; se vi riesce, prendete i primi turni. Potrete salire con calma, accertarvi che la vostra stanza sia in ordine, prendere confidenza con la nave, usufruire del ristorante e magari trascorrere qualche ora in piscina (per questo portate a bordo un cambio di emergenza, perché le valigie arriveranno in camera solo nel pomeriggio). Può capitare che, per esigenze meteo, il capitano decida di partire qualche ora prima: in questo caso la compagnia avvisa i partecipanti con pochissimo anticipo (di solito il giorno prima), ma se sarete già a bordo non dovrete preoccuparvi di nulla.

La bellezza e la maestosità dei Fiordi Norvegesi

L’itinerario della crociera

Dopo tutto questo preambolo ecco l’itinerario della crociera:

COMPAGNIA Costa Crociere
NAVE Costa NeoRomantica
DURATA 10 giorni (di cui 2 in navigazione)
CROCIERA L’incanto dei fiordi
PERIODO 7 – 16 agosto

1° GIORNO Amsterdam (Olanda)
2° GIORNO Navigazione
3° GIORNO Stavanger (Norvegia)
4° GIORNO Åndalsnes (Norvegia)
5° GIORNO Alesund (Norvegia)
6° GIORNO Olden (Norvegia)
7° GIORNO Flam (Norvegia)
8° GIORNO Bergen (Norvegia)
9° GIORNO Navigazione
10° GIORNO Amsterdam (Olanda)

Il racconto tappa per tappa

Come accennavo in precedenza, la “preoccupazione” più grande che potete avere scegliendo una vacanza in crociera è decidere cosa fare quando la nave è in porto. Ovviamente non siete obbligati né a scendere (sembra strano, ma c’è gente che rimane a bordo per godersi gli spazi comuni in tranquillità) né a fare niente di speciale che non sia una passeggiata nei dintorni del porto; però si presuppone che si voglia vedere il più possibile, soprattutto se in un luogo non ci si è mai stati.

Le scelte sono molteplici e in questa crociera ne ho provate parecchie: dalla passeggiata, per l’appunto, nei dintorni del porto, al noleggio dell’auto, al mezzo pubblico, fino all’escursione organizzata. Ovviamente questa è la mia esperienza, una traccia, ma non l’assoluto, anche perché i gusti sono gusti. Nel racconto includerò anche le esperienze che poi mi sono pentita di non aver fatto e quelle vissute da altre persone con cui mi sono confrontata.

Il Cruise Terminal del porto di Amsterdam

Porto di Amsterdam: la foto di rito all'imbarco

1° GIORNO Amsterdam (Olanda) Purtroppo la partenza non è stata delle migliori. Niente di grave: in realtà tutto è andato liscio. Avevamo alle spalle già cinque giorni di viaggio, di cui due ad Amsterdam; avevamo già visitato parte della città e ci saremmo trattenuti un altro paio di giorni dopo la crociera per vedere i dintorni. L’albergo presso il quale eravamo alloggiati ci ha permesso gentilmente di tenere l’auto nel parcheggio per tutta la durata della crociera (abbiamo allungato giusto una mancia al receptionist) e, di primo mattino, ci siamo recati al porto con la metropolitana.

Il porto di Amsterdam è organizzatissimo e prima di pranzo eravamo già sistemati a bordo. La nave sarebbe dovuta salpare verso sera, navigare tutto il giorno successivo e arrivare al primo porto in Norvegia (Stavanger) il giorno dopo. Già nel tardo pomeriggio hanno cominciato a diffondersi voci secondo cui il Mare del Nord era molto agitato e probabilmente la partenza sarebbe stata rimandata; a sera, purtroppo, la conferma: siamo rimasti bloccati al porto di Amsterdam.

Non avendo acquistato il pacchetto bevande, dopo cena abbiamo deciso di andare a farci una birra ad Amsterdam, giusto per annegare il dispiacere della mancata partenza.

 

2° GIORNO Navigazione O meglio: avremmo dovuto essere in navigazione, invece eravamo ancora inchiodati al porto di Amsterdam. Complice il clima caldo e soleggiato, tra piscina, ristorante ed esplorazione della nave la mattina è passata in fretta e, finalmente, nel primo pomeriggio siamo salpati.

Il tratto percorso sul canale che porta da Amsterdam al Mare del Nord è stato meraviglioso, una delle parti del viaggio che mi è piaciuta di più. Dal ponte della nave si possono osservare molte situazioni tipiche della viabilità olandese: strade che sprofondano nell’acqua in tunnel sottomarini, auto in attesa dell’arrivo del battello che le traghetterà dall’altra parte del canale, ponti levatoi, campi punteggiati di mucche, gente in bicicletta o stesa sui prati che ti saluta. Poi si arriva alla chiusa, dove la nave pian pianino sale per raggiungere il livello del mare, e infine alle spiagge del Mare del Nord, spazzate dal vento, con piccole tende colorate per proteggersi, ragazzi che volteggiano sulle tavole da kite surf, pale eoliche in mezzo al mare e, infine… SI BALLA!!!

Probabilmente il mare era migliorato (non oso pensare come fosse stato prima), ma era comunque molto, ma molto agitato.

Lasciando il porto di Amsterdam

L’arrivo a Stavanger, terra finalmente!

3° GIORNO Navigazione – 4° GIORNO Stavanger (Norvegia) L’idea del capitano era quella di saltare la tappa di Stavanger, la meno interessante, e andare direttamente a Bergen. Peccato che il mare non abbia collaborato per niente e, dopo una notte e una giornata di danze sfrenate, con passeggeri agonizzanti stesi per i corridoi, abbia dovuto dirigersi in tutta fretta verso il porto più vicino. Morale della favola: invece di Stavanger è saltata Bergen.

In realtà Stavanger è molto carina, un tipico esempio di piccola città norvegese, con un centro storico popolato di casette in legno bianche dai tetti scuri, tendine di pizzo, fiori; molto curato, ordinato e pulito, con quella tipica luce radente che solo al Nord si può vedere. La nave si è fermata solo cinque ore, ma bastano tutte per vedere l’intera cittadina: il centro storico, la cattedrale, la Valbergtårnet (una ex torre difensiva del XIX secolo, alta poco meno di 30 metri, situata su una piccola altura) e il colorato quartiere Ovre Holmegate, con negozi, bar e ristoranti.

La nave ha attraccato molto presto e poco dopo le otto del mattino eravamo già in giro (siamo riusciti anche a rifugiarci in uno Starbucks per leggere un po’ di messaggi, approfittando della wi‑fi). Così siamo riusciti a pranzare in nave e, nel primo pomeriggio, abbiamo ripreso il mare, fortunatamente senza allontanarci troppo dalla costa.

5° GIORNO Åndalsnes (Norvegia) Il quinto giorno ci siamo risvegliati all’interno del primo fiordo. Purtroppo la giornata non era delle migliori, ma mi sono subito fiondata sul ponte a fare qualche foto: faceva freddissimo e ho maledetto il fatto di non aver pensato a prendermi una sciarpa, una dimenticanza che non ci si può permettere!

La nave ha sostato un’intera giornata (dalle 9 alle 21), così ho potuto noleggiare un’auto e andarmene un po’ in giro. È stata una giornata produttiva, anche se ho il rimpianto di non aver visto il paesaggio dei fiordi dall’alto: l’unico cruccio che mi sono portata a casa da questa crociera.

L’auto l’ho prenotata e pagata da casa; per fortuna sono riuscita a comunicare all’autonoleggio lo slittamento di un giorno e non c’è stato alcun problema. A quanto pare la pratica del noleggio da parte dei crocieristi non è molto comune, cosa che mi ha stupita, perché per strada — a parte in alcuni tratti — non abbiamo incontrato praticamente nessuno. Ho scelto Avis, che ha il punto di ritiro a pochi minuti a piedi dal porto. Sono stati estremamente gentili: i norvegesi, come gli olandesi, parlano benissimo inglese, con una pronuncia perfetta, e capirsi è davvero semplice. Ci siamo anche intrattenuti con qualche chiacchiera sulla nostra provenienza e sulla differenza di clima.

Ci siamo diretti prima verso il Kylling Bridge e le cascate Vermafossen (non sapevamo ancora quante ne avremmo viste in questo viaggio). Per fortuna il meteo è decisamente migliorato, regalandoci una bella giornata di sole. Nei pressi delle cascate ci sono anche alcuni negozi e punti di ristoro; avevo letto da casa che conviene effettuare in questa zona gli acquisti ricordo del viaggio, in quanto meno cara delle altre tappe.

Poi ci siamo diretti verso la famigerata Trollstigen. Riguardo questa strada si sprecano gli avvertimenti sulla sua pericolosità: francamente non l’ho trovata così terribile. Sì, è molto stretta, con tornanti a gomito e cascate che scendono da tutte le parti, ma non più pericolosa di tante nostre strade di montagna. In inverno, ovviamente, sarà tutta un’altra storia: infatti è chiusa al traffico per la maggior parte dell’anno. Il panorama, una volta arrivati in cima, è assolutamente pazzesco, sia dal lato montagna che da quello strada!

Siamo rimasti un bel po’ in cima, facendo mille foto in tutte le direzioni, poi abbiamo ripreso la via del ritorno, fermandoci in un altro grande negozio di souvenir pieno di bellissimi Troll norvegesi. Abbiamo riconsegnato l’auto giusto in tempo per cambiarci e andare a cena.

La sera ci siamo confrontati con una coppia conosciuta in nave: loro avevano scelto l’escursione organizzata dalla compagnia alla famigerata Atlantic Road che, lo ammetto, mi aveva solleticato parecchio. Ne erano rimasti profondamente delusi. A parte il lungo viaggio per raggiungerla (presumo nel nulla), una volta sulla strada l’avevano semplicemente percorsa in pullman senza fermarsi e senza vedere praticamente nulla. Alla fine mi sono compiaciuta molto della scelta fatta!

La Trollstigen vista dall’alto

Il Sunnmøre Museum

6° GIORNO Alesund (Norvegia) Anche ad Alesund abbiamo optato per l’escursione fai‑da‑te. Abbiamo sfruttato il sempre valido City Sightseeing, il bus scoperto che tocca tutte le tappe turistiche della città: alla fine dei conti è il sistema più comodo per muoversi quando si ha poco tempo a disposizione per studiare i mezzi pubblici. Siamo andati a colpo sicuro al Sunnmøre Museum (non ve lo perdete per nulla al mondo): si tratta di un museo all’aperto che raccoglie un gran numero di abitazioni storiche norvegesi in legno, in buona parte aperte e visitabili anche all’interno. C’è anche un settore dedicato alle imbarcazioni, meno affascinante rispetto a quello delle abitazioni, ma comunque carino. Il biglietto di ingresso, quando ci andammo noi, era piuttosto modico (poco più di 10 euro).

Abbiamo approfittato della sosta in porto piuttosto lunga (dalle 7 alle 19) e del fatto che la nave fosse facilmente raggiungibile per pranzare a bordo: visto che i pasti sono inclusi, perché spendere soldi per mangiare fuori? Anche perché i prezzi dei ristoranti norvegesi non sono particolarmente economici.

Dopo pranzo abbiamo ripreso il bus per raggiungere il punto panoramico più spettacolare della città, l’Aksla View Point, per goderci la vista e scattare qualche foto. Per il resto del pomeriggio ci siamo persi nel centro città, per poi tornare in nave un’oretta prima della partenza.

 

7° GIORNO Olden (Norvegia) A Olden abbiamo sperimentato la prima escursione con la compagnia di navigazione per visitare il ghiacciaio Briksdal. In realtà si è trattato di un semplice trasferimento dal porto all’inizio della salita per il ghiacciaio; dopodiché ce la siamo fatta a piedi fino in cima in autonomia. Avevo letto che c’era la possibilità di trovare in porto delle navette a un costo più modico, ma alla fine ho ceduto alla comodità di scendere dalla nave e salire direttamente sul bus.

Purtroppo la salita al ghiacciaio ce la siamo fatta tutta sotto l’acqua e ci siamo pentiti di non aver utilizzato uno dei mezzi disponibili all’inizio del percorso (fuoristrada o carrozza con cavalli). Il ghiacciaio merita comunque la visita, anche se si è molto ritirato rispetto alle fotografie che si vedono appese in giro; indubbiamente, se la giornata fosse stata meno brutta, sarebbe stato ancora meglio.

Al ritorno ci siamo fermati a fotografare da lontano un altro ghiacciaio e abbiamo fatto sosta in una chiesetta molto carina, interamente in legno sia all’esterno che all’interno. Durante il tragitto in pullman ci ha accompagnato una guida locale che ci ha illustrato diverse curiosità sulla Norvegia. Considerato il costo piuttosto contenuto, tutto sommato l’escursione, nel suo insieme, mi ha soddisfatto.

Quello che rimane del Ghiacciaio Briksdal

Le cascate, una costante in Norvegia!

8° GIORNO Flam (Norvegia) Anche a Flam abbiamo scelto un’escursione della compagnia, di un’intera giornata con pranzo. Per aspettare l’orario di partenza abbiamo fatto due passi nei pressi del porto, ma da vedere c’è ben poco.

Siamo poi partiti con il bus che ci ha portato in giro per cascate (ho perso il conto di quante ne abbiamo viste), per ultime le “Tvindefossen” (cascate gemelle). Abbiamo pranzato a base di salmone in un ristorante con buffet (un po’ misero) e, infine, abbiamo preso il famigerato trenino “Flåmsbana” che, a detta loro, dovrebbe essere super panoramico, ma in realtà è tutta una galleria e di panorama si vede ben poco. Il treno si ferma solo nei pochi spazi aperti.

Alla fine siamo arrivati all’imbarco in clamoroso ritardo, ma visto che eravamo con un’escursione organizzata dalla nave — e assieme al nostro c’erano altri quattro o cinque pullman — ci hanno aspettato, anche se siamo stati accolti dal disappunto del resto dei passeggeri che ci attendevano impazienti affacciati al ponte della nave.

Francamente, per il prezzo pagato, questa escursione non mi ha soddisfatto più di tanto.

9° GIORNO Navigazione – 10° GIORNO Amsterdam (Olanda) Purtroppo, saltata la tappa forse più interessante (Bergen), siamo ripartiti per il porto di Amsterdam. Fortunatamente il mare grosso ci ha dato tregua e siamo riusciti a tornare senza troppi scossoni. L’ultima sera c’è stata una splendida festa organizzata dai cuochi di bordo, con meravigliose composizioni di frutta e verdura, memorabili sculture di ghiaccio e tanto, tanto cibo squisito (come se non avessimo mangiato abbastanza). Mi hanno detto che queste splendide feste erano appannaggio del periodo pre‑covid e che ormai non si fanno più: un vero peccato!

Lo sbarco solitamente avviene subito dopo colazione: ogni passeggero ha il proprio turno di sbarco e non resta che attenderlo pazientemente nelle aree comuni.

La meraviglia del buffet dell’ultima sera

Considerazioni finali

Se mi chiedessero se consiglio questa crociera risponderei sì. Ovviamente augurerei condizioni meteo migliori, soprattutto del mare, ma al di là di questo il paesaggio dei fiordi visto dal mare è davvero affascinante. Come dicevo in precedenza, rimpiango un po’ di non averli visti anche dall’altra prospettiva, dall’alto.

Se mi chiedessero se questo viaggio mi ha fatto venir voglia di tornare in Norvegia risponderei no, principalmente perché aspetto l’estate tutto l’anno per stare al caldo e non mi solletica l’idea di passarla al freddo, anche solo per un paio di settimane. E poi perché c’è veramente troppa natura per i miei gusti: troppo verde, troppa acqua, troppe montagne, troppo “nulla”. Ho preferenze diverse per i miei viaggi: mi piacciono le città, i palazzi, i negozi, la “vita”.

Tramonto tra i Fiordi Norvegesi