Su Londra credo sia stato scritto davvero di tutto: guide minuziose, liste di imperdibili, itinerari perfetti al minuto. In questo articolo, però, non ho alcuna ambizione di aggiungere un’altra “verità assoluta” su cosa visitare o di svelare luoghi segreti che nessuno conosce.
Voglio semplicemente raccontare ciò che ho visto io, le esperienze che ho vissuto in tre diversi viaggi in questa città magnetica, e soprattutto le sensazioni che mi ha lasciato. Un mosaico di momenti, scorci, emozioni: niente di costruito, niente di pretenzioso.
Non troverete una guida strutturata, ma un percorso personale fatto di posti che ho attraversato con i miei occhi e ascoltato con la mia sensibilità. Un modo per condividere Londra così come l’ho sentita: vibrante, imprevedibile, a volte caotica, sempre capace di sorprendermi.
Se vi va, potete lasciarvi accompagnare in questo racconto e magari trovare spunti per il vostro prossimo viaggio, seguendo l’istinto più che la mappa.
Prima di partire
DOCUMENTI
Per andare a Londra serve purtroppo il passaporto e non solo. Per entrare nel Regno Unito è obbligatorio ottenere l’ETA (Electronic Travel Authorisation), dal costo di venti sterline. La procedura è semplice e veloce: basta scaricare l’app dedicata e, con il passaporto a portata di mano, seguire le istruzioni passo dopo passo. In pochi minuti la richiesta è completata e l’autorizzazione arriva direttamente sul proprio dispositivo ed è valida per due anni.
CONNESSIONE
Prima di partire, verificate se la vostra compagnia telefonica offre copertura nel Regno Unito. La mia, ad esempio — COOP Voce — funziona senza problemi e applica le stesse condizioni valide in Italia, senza limitazioni. A dire il vero l’ho scelta proprio per questo: dopo aver confrontato diverse opzioni, mi è sembrata l’unica a mantenere il piano tariffario identico anche all’estero. In caso contrario acquistate una E‑SIM funzionante nel Regno Unito.
ASSICURAZIONE SANITARIA
L’uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea rende indispensabile dotarsi di una copertura sanitaria, anche se — a dire il vero — trovo sia una buona abitudine da adottare sempre, in qualsiasi Paese estero. Si spera ovviamente di stare bene, ma sulla salute non si scherza: anche un piccolo problema può trasformarsi in una spesa molto elevata, a fronte di un costo assicurativo che incide pochissimo sul budget di viaggio.
ADATTATORE
Partire per il Regno Unito senza il giusto adattatore può creare disagi immediati, perché le prese britanniche non sono compatibili con le spine italiane ed europee; non serve alcun trasformatore di tensione, ma solo un adattatore di forma adatto al formato britannico; se prevedete di ricaricare più dispositivi, sceglietene uno che supporti una ciabatta o una multipresa e ricordate di metterla nel bagaglio per evitare problemi durante il viaggio.
Per quale motivo andare a Londra più volte?
Per lo stesso motivo per cui si torna a Roma, a Parigi, a Barcellona o in qualsiasi altra grande città: perché luoghi così complessi non si esauriscono mai in una sola visita. Tenete presente che, in una vita intera, non ho visto tutto nemmeno della mia città, che suppongo sia un decimo di una delle più vaste metropoli d’Europa, ricca di sfaccettature, di quartieri e di atmosfere una diversa dall’altra.
E Londra, più di molte altre, è una città che cambia continuamente: ogni viaggio diventa un’occasione per scoprire un nuovo museo, un mercato, un parco, un quartiere che la volta precedente non esisteva o non avevo notato. È un luogo che si rinnova, che si reinventa, che non si lascia mai afferrare del tutto.
Per questo, a meno che non si abbia la possibilità di trascorrervi un lungo periodo, l’unica soluzione per aspirare a vedere qualcosa di più dei luoghi più iconici è tornarci. Ogni visita aggiunge un tassello, un dettaglio, una prospettiva diversa. Londra non si “spunta” da una lista: si vive a strati, un po’ alla volta, lasciandosi sorprendere.
Notting Hill
Il fascino di Londra illuminata a festa
Le stagioni di Londra
All’attivo ho solo due esperienze: una invernale, nello specifico nel periodo natalizio, e una tardo primaverile. Come accade in molte grandi città, Londra a Natale ha un fascino particolare: le vie illuminate, le vetrine vestite a festa, gli eventi che si tengono solo in questo periodo. È una città che sembra brillare, ma con qualche controindicazione: le ore di luce sono poche — a dicembre alle quattro del pomeriggio è già buio — e il freddo, amplificato dall’umidità, si fa sentire.
A primavera inoltrata, invece, Londra cambia completamente volto: le giornate sono lunghissime, la temperatura è mite e permette di godersi passeggiate nei parchi (pioggia permettendo) senza doversi imbottire di vestiti. La città appare più vivibile, più ariosa, più facile da esplorare.
Non rimpiango affatto di averla visitata durante le feste — anzi, è un’esperienza che consiglio — ma, dovessi scegliere quando tornare, opterei senza esitazioni per la primavera.
Dormire a Londra
Stiamo parlando di una città con una superficie di oltre millecinquecento chilometri quadrati e una popolazione di quasi nove milioni di abitanti: è naturale che dare un suggerimento valido per tutti diventi complicato.
Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di scegliere alloggi comodi rispetto al punto di arrivo o di partenza. Faccio un esempio: durante il mio secondo viaggio, avendo scelto EasyJet (compagnia che, in base alle mie esperienze, sconsiglio vivamente), ho preferito dormire di fronte alla fermata del pulmino aeroportuale che ci avrebbe riportato al terminal. Un servizio talmente pessimo che credo non esista nemmeno più.
Nel mio ultimo soggiorno ho dormito a South Kensington, un quartiere che ho amato tantissimo. Tuttavia, al di là della bellezza o meno della zona, le caratteristiche fondamentali per viaggiare in comodità sono altre — e molto più pratiche.
La prima è evitare il fuori città: costa meno, è vero, ma fa perdere tempo negli spostamenti e può far lievitare i costi dei mezzi di trasporto. Fondamentale anche la reception aperta H24, utile in caso di ritardi che vi facciano arrivare di notte e pratica per lasciare il bagaglio prima del check-in o dopo il check-out. La vicinanza alla fermata della metro è un altro elemento chiave, perché la metro è il mezzo più usato per spostarsi. Avere ristoranti e supermercati in zona evita di dover camminare chilometri la sera, quando si è stanchi dopo una giornata intensa. Infine, è importante scegliere una zona tranquilla e poco trafficata, preferibilmente in strade laterali, ma comunque non malfamata, così da garantire comfort e sicurezza.
Una pausa in camera all'Hotel Ibis London City
In una città così vasta, la scelta dell’alloggio non dovrebbe basarsi solo sul fascino del quartiere, ma su criteri concreti, funzionali e coerenti con il tipo di viaggio. Un buon alloggio non deve essere perfetto: deve essere strategico.
Una foto dal battello Uber Boats by Thames Clippers
Con la stessa tariffa della metropolitana è possibile anche navigare sul Tamigi grazie al servizio Uber Boats by Thames Clippers, integrato nel sistema di trasporto pubblico nel tratto tra Westminster Pier e Greenwich Pier. Un modo piacevolissimo per vedere la città da una prospettiva diversa, senza costi aggiuntivi.
Muoversi in città
Il trasporto pubblico a Londra è — scioperi a parte — davvero efficiente. Il mezzo più pratico e veloce è la metropolitana, mentre gli iconici bus a due piani completano l’offerta e permettono di muoversi ovunque con facilità.
Per la prima volta ho sperimentato il pagamento contactless con carta di credito, utilizzando il wallet del telefono. Il sistema prevede un tetto massimo giornaliero (attualmente 8,90 sterline) oltre il quale non si paga più. Una soluzione semplicemente geniale: niente più carte ricaricabili, massima praticità.
Ci sono però alcune accortezze utili:
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Scaricate e attivate prima di partire l’App TFL Go: a me ha dato problemi con l'attivazione in loco, è fondamentale per verificare eventuali tariffe errate.
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Usate sempre lo stesso metodo di pagamento: non mischiate carta fisica e wallet, anche se la carta è la stessa.
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Ricordate di passare la carta in entrata e in uscita: ponetevi sempre il problema, soprattutto quando si passa da metro a treno. In stazione ci sono le macchine dedicate per “timbrare” l’uscita.
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Fate attenzione alle fasce della metro: il tetto massimo cambia tra le zone centrali (1 e 2) e quelle più periferiche.
Mangiare a Londra è proprio così caro?
Partendo dal presupposto che vi trovate su un sito il cui slogan è “Dopo gli -anta- piace viaggiare comodi”, è naturale aspettarsi che qui non troverete suggerimenti per risparmiare, bensì per vivere un soggiorno confortevole e pensato per chi ama prendersi il proprio tempo.
E, dato che per me il cibo è parte integrante del viaggio, difficilmente la mia scelta punterà al low‑cost, a meno che la situazione non sia davvero favorevole — poca fame, uno street food sfizioso, un assaggio veloce che non richiede grandi pretese.
Detto questo, se il vostro obiettivo è semplicemente nutrirvi spendendo poco, i modi ci sono eccome. La bella stagione aiuta: una panchina libera in un parco la si trova sempre, e può diventare il luogo perfetto per una pausa semplice ma piacevole.
Di seguito troverete alcune informazioni generiche sul cibo in viaggio, alle quali seguiranno i locali dove ho mangiato e che posso consigliare con serenità.
SPENDERE POCO SI PUÒ
La scelta più economica resta il supermercato, in particolare gli store TESCO, ma non sono gli unici: qui si può fare un pasto completo con il classico Meal Deal spendendo poche sterline. Nel banco frigo dedicato si selezionano tre articoli — per esempio un sandwich o un’insalata, una bibita e uno snack — tutti a prezzo fisso.
Il fast food delle grandi catene è ovunque la soluzione più prevedibile: si sa più o meno cosa si mangia e quanto si spende. I display con immagini facilitano gli ordini, spesso ci sono anche le macchine automatiche, e si può comodamente sedersi e usare i servizi. Accanto ai noti McDonald’s, KFC & Co. si trovano anche fast food locali, che offrono condizioni simili e prezzi accessibili.
I mercati e lo street food sono tra le opzioni economiche che preferisco: mai omologati, rappresentano l’alternativa perfetta per spendere poco ma gustare una pietanza preparata al momento.
E non dimenticate l’acqua. Non amo portare con me una borraccia — la trovo pesante e poco pratica — quindi ho optato per una soluzione semplice: un pacco da sei bottigliette da mezzo litro in valigia e, una volta sul posto, una bottiglia da due litri dal supermercato per il refill. Lo spazio lasciato in valigia dall’acqua è tornato utile per i souvenir.
IL PARADISO DEGLI INTOLLERANTI/ALLERGICI
Se siete intolleranti o allergici a determinati alimenti, non abbiate alcun timore a entrare in un ristorante: non farete in tempo ad appoggiare le terga sulla sedia che vi verrà chiesto cosa non potete mangiare. Il cameriere ascolterà con attenzione ogni vostra esigenza e vi indicherà il piatto sicuro più adatto.
Fortunatamente non ho alcun problema alimentare, ma non ho mai trovato una città inclusiva e attenta come Londra (purtroppo è l’unica località del Regno Unito che ho visitato), e non solo sul piano gastronomico. Qui in Italia, invece, si ha spesso la percezione che nei ristoranti la persona con intolleranze o allergie venga considerata una scocciatura più che un cliente con esigenze specifiche. Le allergie vengono talvolta minimizzate, con rischi anche gravissimi per i malcapitati, e i casi di questo tipo non sono affatto rari.
IL FESTIVAL DELLA CUCINA ETNICA
Se vi siete stufati del solito Fish & Chips o della carne — che, va detto, è spesso cucinata in modo eccellente — potete divertirvi con la cucina etnica. I ristoranti non mancano e coprono praticamente ogni angolo del mondo… Italia compresa, se proprio non riuscite a farne a meno. Io, personalmente, la evito accuratamente: quando viaggio preferisco assaggiare sapori diversi, non le repliche di ciò che posso mangiare ogni giorno.
Non si può venire a Londra senza assaggiare il banale seppur tradizionale Fish & Chips
Dove ho mangiato
I locali in cui ho mangiato a Londra si trovano, per la maggior parte, nel quartiere di South Kensington, dove ho soggiornato durante l’ultimo viaggio (quelli che mi ricordavo dal viaggio precedente sono tutti chiusi). Francamente non ho ancora capito il motivo preciso — nonostante qualche ricerca online, le spiegazioni sono piuttosto discordanti — ma molti dei pub più caratteristici si chiamano “Arms”. Vista la mia passione per il genere, ne ho provati diversi e le aspettative non sono state affatto disattese.
The King’s Head Earl’s Court
Tipico pub inglese con una buona selezione di birre, mi è piaciuto molto sia come atmosfera che come menù.
The Hereford Arms South Kensington
Altro pub tradizionale, piatti di carne veramente ottimi, birra, sempre pieno, molto frequentato dai locali.
Steak & Company
Catena di 4 locali sparsi per la città, come si deduce dal nome specializzati in carne (costine stratosferiche), ma non solo. Ottimi anche i cocktail.
Bun House Chinatown
Street food dove gustare buonissimi Bao fatti al momento. Attenzione ai ripieni all'uovo, ottimi, ma sporchevoli.
The Stanhope Arms
Come dicevo precedentemente non mi sono fatta mancare i pub, molto caratteristico anche questo, cibo ottimo.
Fait Maison
Catena con 4 locali in città, per colazione ci ho lasciato un rene, ma il locale è fantastico e la pasticceria ha un aspetto magnifico (io ho preso un'omelette), Nonostante la spesa ci tornerei, magari prendendo qualcosa di dolce.
Borough Market
Fantastico, anche solo per farci un giro e lasciarsi rapire dai colori e dai profumi delle bancarelle. Cibi e artigianato da tutta Europa, tantissimi gli espositori italiani. Una gioia per tutti i sensi, non solo per il gusto!
Thai Square South Kensington
Piccolo e delizioso ristorantino proprio di fronte al Natural History Museum (ci sono stata a pranzo proprio dopo la visita), adoro la cucina thailandese e trovo abbia dei piatti ideali per un pasto leggero e gustoso.
Comptoir Libanais
Mi ha incuriosito per l'affollamento e perché non avevo mai assaggiato la cucina libanese. Il locale è molto caratteristico, i piatti interessanti, i dolcetti al miele strepitosi, l'ho apprezzato molto.
V&A Cafè
In realtà non ci ho mangiato, ma sono andata solo per fare qualche foto perché locale è magnifico. Al contrario di quanto può sembrare non è caro, si tratta di un self service con un bell'assortimento, sulla qualità del cibo però non posso testimoniare
Un po' di Londra
Di seguito provo a elencare ciò che ho visitato in città nei miei tre viaggi a Londra: ovviamente non è tutto, ma davvero tanto, e cercherò di proporre una suddivisione per zone, sperando di riuscirci senza tralasciare nulla.
Notting Hill
Notting Hill è uno dei quartieri più eleganti e vivaci di Londra, celebre per le sue case vittoriane dalle facciate color pastello, che regalano a ogni passeggiata un’atmosfera irresistibile.
Il cuore del quartiere è Portobello Road, imperdibile il sabato mattina: il mercato dell’antiquariato – considerato da molti il più grande al mondo – è un concentrato di oggetti curiosi, pezzi particolari, bancarelle di street food e una vivacità che conquista anche chi, come me, non è propriamente un’amante del genere.
Durante la settimana la via cambia completamente volto: rimangono solo i negozi, e pur essendo piacevole da percorrere, perde quel fascino unico che ha nei giorni di mercato.
Il resto di Notting Hill va vissuto senza fretta, lasciandosi guidare dalle sue stradine tranquille per scoprire angoli pittoreschi e scattare foto a volontà: è proprio perdendosi un po’ che il quartiere mostra il meglio di sé.
Il mercato di Portobello Road, non solo antiquariato
Una delle house boat sul Grand Union Canal
Little Venice
Le piccole Venezia nel mondo si sprecano: basta un canale navigabile e subito spunta una nuova “copia”. Ma quella di Londra, pur non avendo nulla a che vedere con l’originale veneta – che rimane unica e inimitabile – è comunque un luogo di grande fascino.
Affacciata su una sorta di piccola laguna, nata dall’incontro tra il Grand Union Canal (la via d’acqua che collega Londra a Birmingham da un lato e Leicester dall’altro) e il Regent’s Canal, questa zona è davvero pittoresca.
Si può iniziare con una sosta nel delizioso baretto ricavato all’interno di una vecchia imbarcazione, poi proseguire lungo la riva osservando altre curiose barche trasformate in abitazioni: ognuna ha un dettaglio che cattura lo sguardo, un colore, un oggetto, un’atmosfera che racconta una storia.
Inutile dire che qui ho scattato una marea di foto: è uno di quei posti che ti invita a rallentare, guardare meglio e lasciarti sorprendere.
Abbey Road
Se siete appassionati dei quattro “scarafaggi” di Liverpool e volete imitare l’iconica foto della celebre copertina, potete raggiungere Abbey Road, nei pressi dei famosi Studios. Qui un zelante addetto alla sicurezza regola il traffico, si assicura che gli incauti pedoni non vengano travolti dagli automobilisti ormai stremati dalle continue interruzioni e, con grande gentilezza, se glielo chiedete vi scatta anche una foto.
I vicini Abbey Road Studios sono ovviamente blindatissimi, ma proprio accanto si trova un negozietto delizioso dove fare incetta di souvenir dedicati ai Beatles e alla celebre strada: un piccolo paradiso per fan e collezionisti.
L'affaccio sulla splendida Sala Araba di Leighton House
Kensington
Kensington è il quartiere dove ho soggiornato durante l’ultima visita a Londra, uno dei più eleganti e culturali della città, famoso per musei, parchi reali, palazzi storici e strade residenziali raffinate. Tornare lì ogni sera è stato un vero piacere: passeggiare tra le vie ordinate, scegliere un locale dove cenare, respirare quell’atmosfera tranquilla e curata. Lo consiglio davvero come zona per l’alloggio, anche perché molte attrazioni sono raggiungibili a piedi o con una sola fermata di metro.
Leighton House è la casa-studio del Barone Frederic Leighton, scultore e pittore preraffaellita vissuto tra il 1830 e il 1896. È un luogo difficile da descrivere: evolutosi nel tempo, custodisce veri gioielli architettonici come la Sala Araba e numerose opere dell’artista. È aperta tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10 alle 17:30; il biglietto può essere acquistato in combinazione con Sambourne House al costo di 23 sterline.
Sambourne House, dimora di Edward Linley Sambourne, fumettista, illustratore e fotografo, è semplicemente pazzesca: non si sa davvero dove posare lo sguardo, tanti sono gli oggetti e le stampe dell’artista che ricoprono le pareti. Osserva gli stessi orari di apertura di Leighton House.
The Design Museum è, a mio avviso, più adatto agli addetti ai lavori, ma la collezione permanente è visitabile gratuitamente, quindi se siete curiosi un giro non costa nulla. È aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17, e dal venerdì alla domenica fino alle 18.
Holland Park è considerato uno dei giardini più romantici di Londra e merita davvero una visita. Molto più piccolo dei celebri Hyde e Regent’s Park (e secondo me è un pregio), ospita un delizioso giardino in stile giapponese, il Dutch Garden, che dà il meglio di sé durante la fioritura dei tulipani, oltre a un piccolo ma splendido roseto.
Interessante anche l’Orangerie, un tempo sede di eventi e tuttora utilizzata. Il parco è aperto dalle 7:30 il che mi è tornato piuttosto utile per occupare un po' di tempo prima dell'apertura dei musei.
Hyde Park è un vero mastodonte rispetto a Holland Park e, nonostante abbia camminato parecchio, sono riuscita a visitarne solo una piccolissima porzione. Oltre alle vaste distese di verde, il parco ospita monumenti, memoriali e giardini tematici, ma secondo me il modo migliore per goderselo è trasformarlo in una pausa rigenerante durante la visita della città: stendere un telo sull’erba, rilassarsi e lasciarsi avvolgere dalla natura è l’esperienza più autentica che Hyde Park possa offrire.
Il Natural History Museum non è solo un immenso e affascinante museo di storia naturale, ma anche uno splendido palazzo di fine Ottocento. Costruito appositamente per ospitare il museo, ogni fregio e ogni decorazione parla di natura, ed è un piacere soffermarsi sui dettagli. Oltre a questo, è un museo vastissimo, ricco di curiosità naturalistiche. È aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17:50 e l’ingresso è gratuito, salvo mostre speciali. Per avere l'accesso garantito anche nei giorni più affollati, sul sito ufficiale è possibile prenotare la visita.
Curiosa la Thin House, una casa di tre piani con un lato di un solo metro e novanta di larghezza.
La spettacolare Hintze Hall all'interno del Museo di Storia Naturale
Era un pezzo che non vedevo una pettinatura del genere!
Camden Town
Appena usciti dalla stazione della metropolitana di Camden Town si viene travolti da un vero girone dantesco fatto di musica techno, atmosfera punk, facciate surreali dei negozi, colori e odori che inizialmente stordiscono, ma a cui ci si abitua sorprendentemente in fretta.
Mi sono lasciata guidare dalla curiosità lungo Camden High Street, tra negozi insoliti e dettagli che catturano lo sguardo, finché – circa a metà della strada – si incontra di nuovo il Regent’s Canal, lo stesso che avevamo lasciato a Little Venice, dove si trova un mercato stabile davvero pittoresco.
Qui, proprio come a Notting Hill, anche se l’atmosfera è completamente diversa, il segreto è perdersi senza meta, lasciandosi attirare da ogni particolare, da ogni scorcio inatteso, da ogni vibrazione che rende Camden un luogo unico nel suo genere.
Mayfair & Soho
Del Mayfair Market ho parlato anche tra i ristoranti, ma un giro vale la pena farlo anche se non avete intenzione di mangiare nulla. La sua collocazione è infatti piuttosto particolare: si trova all’interno di una chiesa sconsacrata, dettaglio che rende questo mercato al coperto davvero curioso e diverso dal solito.
A Soho, oltre alla celebre Carnaby Street – che personalmente non mi ha entusiasmato, trovandola simile a tante altre vie dello shopping sparse per il mondo – c’è un edificio decisamente particolare: quello che ospita il grande magazzino Liberty London, in finto stile Tudor. Attraversando l’arco a tre piani che custodisce al centro il Liberty Clock, si accede alla pedonale Kingly Street, una via piena di pub e locali molto vivaci.
Sempre a Soho si trova la coloratissima China Town, decorata con centinaia di lanterne rosse e ricca di interessanti street food cinesi. Poco distante, Leicester Square ospita una serie di statue in bronzo dedicate al cinema, un angolo perfetto per gli appassionati e per chi ama scoprire dettagli insoliti della città.
Io e Mr. Bean a Leichester Square
La fila per vedere la superstar del British Museum: la Stele di Rosetta
Impiegando 5 minuti a piedi da Leichester Square si raggiunge anche la famigerata Piccadilly Circus che però merita di essere vista di sera per via delle colorate insegne luminose.
Nel vicino quartiere di Bloomsbury si trova uno dei musei più importanti della città. Definirlo “immenso” è riduttivo: il British Museum è di una grandezza spropositata e custodisce alcuni dei reperti più famosi al mondo — la Stele di Rosetta, per dirne uno, dovrebbe già farvi capire il livello.
Visto che l’ingresso è gratuito, l’ideale sarebbe tornare più volte per visitarlo senza trasformare la giornata in una maratona. Ogni sala meriterebbe tempo e attenzione, e provare a vedere tutto in una sola visita è praticamente impossibile.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00, mentre il venerdì prolunga fino alle 20:30. Sul sito ufficiale è possibile anche prenotare la visita, utile soprattutto nelle ore di maggiore affluenza.
St. James & Westminster
In questi due quartieri si concentrano alcune delle attrazioni più popolari di Londra: Buckingham Palace, Big Ben, il Palazzo di Westminster e la Westminster Abbey, solo per citarne alcune.
Se desiderate visitare Buckingham Palace (io non l’ho fatto), preparatevi a un costo piuttosto elevato: il biglietto costa 86 sterline. Le disponibilità vanno verificate sul sito ufficiale. Diverso il discorso per il cambio della guardia, che è gratuito: per riuscire a vedere qualcosa è però necessario posizionarsi dietro le transenne con largo anticipo. La cerimonia si tiene ogni mattina alle 11:00 nei mesi di giugno e luglio, mentre nel resto dell’anno avviene a giorni alterni. Dura circa 45 minuti: a me è piaciuta, anche se, con tutto ciò che Londra offre, può essere tranquillamente evitabile.
Il Big Ben (che in realtà è il nome della campana interna e non della torre) è uno dei simboli assoluti della città. È possibile ammirarlo dall’esterno, ma anche visitarlo internamente insieme alle sale del Parlamento. I prezzi non sono proprio popolari e la prenotazione tramite il sito ufficiale è obbligatoria.
Per quanto riguarda Westminster Abbey — e, in generale, le grandi chiese di Londra — l’ingresso è a pagamento e il biglietto è piuttosto costoso. Un piccolo stratagemma che adottammo per visitare la Cattedrale di Saint Paul fu quello di entrare durante una funzione: è consentito, ma è chiaro che non ci si può muovere liberamente né esplorare più di tanto. Molto particolare anche l'esterno della Cattedrale di Westminster.
Un momento del cambio della Guardia a Buckingham Palace
Una delle gallerie dei Leake Street Arches
South Bank & Southwark
Sull’altra sponda di Westminster si può scattare una delle cartoline più belle di Londra. Per aggiungere un tocco speciale all’esperienza è possibile salire sul London Eye: noi l’abbiamo fatto in inverno, complice il grande freddo, visto che le cabine sono riscaldate. Il biglietto, acquistato online, costa 29 sterline, gli orari sono indicativamente dalle 11 alle 18, ma in alcuni giorni cambiano perciò meglio controllare sul sito ufficiale.
Molto vicino si trova un’attrazione decisamente non convenzionale, che a me è piaciuta tantissimo: i Leake Street Arches. Si tratta di otto ex archi ferroviari sotto la stazione di Waterloo, completamente ricoperti di graffiti e opere di street art. Qui è facile incontrare artisti all’opera e, su richiesta, qualcuno può persino usare la vostra maglietta come tela.
Per gli amanti del cinema, poco lontano si trova anche il BFI IMAX, che vanta lo schermo più grande del Regno Unito: una tappa perfetta per chi vuole vivere un’esperienza cinematografica davvero immersiva.
Sconfinando nel vicino quartiere di Southwark segnalo il Borough Market di cui ho parlato anche tra i ristoranti e che vale una visita anche se non siete intenzionati a mangiare. Il mercato è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17.
Dal Borough Market basta percorrere poche centinaia di metri verso il Tamigi per raggiungere la passeggiata pedonale The Queen’s Walk, un tratto davvero piacevole che collega il London Bridge al Tower Bridge. Camminando lungo il fiume si gode un panorama splendido sulla sponda opposta, mentre tutto intorno si stagliano edifici moderni, creando quel contrasto armonioso che è una delle caratteristiche più affascinanti di Londra.
Questa convivenza tra antico e moderno, mai davvero in conflitto, accompagna ogni passo: è una delle costanti della città, e lungo The Queen’s Walk la si percepisce in modo particolarmente evidente.
I futuristici edifici lungo The Queen's Walk
Camminare sospesi sul Tower Bridge
Tower Hamlets
Nel quartiere di Tower Hamlets si trovano due dei monumenti più iconici di Londra, luoghi che raccontano la storia della città in modo diverso ma ugualmente affascinante.
La Torre di Londra, sito patrimonio UNESCO dal 1988, è uno dei complessi più antichi e suggestivi d’Inghilterra. La mia visita risale a parecchi anni fa, quindi i ricordi sono un po’ sbiaditi, ma se non ci siete mai stati è una tappa da includere senza esitazioni nel vostro itinerario, anche se il biglietto non è proprio economico. La Torre è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:30 e l’ingresso costa 37 sterline.
Poco distante si trova il Tower Bridge, probabilmente il ponte più fotografato della città. L’iconico ponte mobile che attraversa il Tamigi è uno dei simboli assoluti di Londra. Sul sito ufficiale è possibile consultare il calendario dei prossimi sollevamenti, anche se noi siamo riusciti a vederne uno del tutto casualmente, semplicemente attraversandolo al momento giusto. Il Tower Bridge è visitabile anche all’interno, un modo coinvolgente per scoprirne la storia e il funzionamento: nel prezzo del biglietto è incluso l’accesso alla sala macchine, mentre il pavimento trasparente regala una vista insolita sulla sede stradale e un panorama unico dalle finestre laterali. L’interno è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:00 al costo di 18 sterline, a mio avviso ben spese.
Covent Garden & City of London
Pur avendo diversi luoghi interessanti, nel quartiere di Covent Garden ho scelto di vedere soltanto Neal’s Yard, una piazzetta colorata, raccolta e piena di piccoli negozi e locali dall’atmosfera decisamente pittoresca.
Nella City of London ho invece passeggiato attraverso Leadenhall Market, una galleria coperta che ricorda vagamente la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano o la Galleria Umberto I di Napoli — lo sottolineo: vagamente. Purtroppo non sono riuscita in alcun modo a visitare lo Sky Garden o Horizon 22 per vedere la città dall’alto: le prenotazioni si esauriscono immediatamente e, anche presentandosi allo Sky Garden alle 18 come indicato sul sito ufficiale per accedere al bar, l’ingresso era impossibile a causa della partita dell’Inghilterra e del locale completamente pieno.
A cinque minuti di cammino da Leadenhall Market si raggiunge il Monumento al Grande Incendio di Londra, sul quale è possibile salire. Personalmente non l’ho fatto, ma può offrire una vista alternativa sulla città, anche se i suoi 61 metri (la terrazza è leggermente più bassa) non competono con i 160 metri dello Sky Garden. Per arrivare in cima occorre affrontare 311 gradini. Il monumento è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00; il biglietto costa 7 sterline.
Poco distante si trova anche un piccolo parco che custodisce le rovine della Chiesa di St Dunstan, gravemente danneggiata durante il Grande Incendio e mai ricostruita. L’ho visitato al mattino e, a parte un senzatetto che dormiva su una panchina, ero completamente sola: un luogo suggestivo, silenzioso, quasi sospeso.
In questo quartiere anche la famosa Cattedrale di Saint Paul che visitai tempo fa intrufolandomi durante la funzione religiosa, altrimenti è visitabile a pagamento.
Un particolare delle suggestive rovine della Chiesa di St Dunstan
Il Battersea Power Station
Battersea
Curioso e decisamente scenografico è il Battersea Power Station, un mega — e quando dico mega, lo intendo davvero — centro commerciale ricavato all’interno di un’ex centrale elettrica. L’idea di trasformare un colosso industriale in uno spazio moderno è affascinante, e la parte più interessante della visita è proprio la struttura: imponente, riconvertita con grande attenzione e perfettamente integrata nel nuovo quartiere.
Il centro commerciale, di per sé, non offre nulla di particolarmente diverso rispetto ad altri, ma vale la pena entrarci per ammirare l’architettura e capire come questo enorme edificio sia stato riportato a nuova vita. Molto piacevole anche l’area verde circostante, allestita come una sorta di “spiaggia urbana”, con sdraio dove rilassarsi e prendere il sole (ovviamente in estate).
Benvenuti nel magico mondo di Harry Potter
Per i fans del maghetto Londra e dintorni sono una vera mecca, tra Studios, set e shop c'è da sbizzarrirsi!
Gli Studios
Situati a una quarantina di chilometri dal centro di Londra, nella città di Watford, i Warner Bros. Studio Tour offrono un’esperienza immersiva che permette di entrare letteralmente dentro il mondo della saga. Qui si possono esplorare i set originali, ammirare costumi, oggetti di scena e una quantità sorprendente di materiali: dalla ricostruzione di Privet Drive all’immenso plastico del castello di Hogwarts, passando per la Tana, la sala comune di Grifondoro, fino a parrucche, animali fantastici e decine di dettagli che rendono ogni angolo un tuffo nel dietro le quinte.
I biglietti sono acquistabili esclusivamente online, con scelta obbligatoria di data e orario. Una volta prenotato, si può raggiungere Watford tramite mezzi pubblici (metro + treno) oppure con le navette dedicate messe a disposizione dagli Studios, anch’esse a pagamento. La mia visita risale al 2012 e, sebbene il costo del biglietto sia oggi più che raddoppiato, gli Studios restano una tappa imperdibile per ogni fan della saga.
Alcuni ambienti – come la grande sala da pranzo – cambiano allestimento in base al periodo dell’anno. Noi siamo stati poco prima di Natale e l’atmosfera era ancora più magica, arricchita da luci, addobbi e dettagli che trasformavano l’esperienza in qualcosa di unico.
Il binario 9 ¾
Le riproduzioni del binario 9 ¾ non mancano: all’interno degli Studios se ne trovano diverse e, a dirla tutta, mettersi in coda per scattare una foto può sembrare un po’ banale. Eppure – ed è qui che scatta la logica un po’ folle dei fans sfegatati, categoria di cui faccio tristemente parte – bisogna esserci. La foto è quasi irrilevante: ciò che conta è il rito, il momento, l’aver varcato quel simbolo della saga.
Forse, però, la parte più interessante è il mega negozio accanto al binario (la stessa gestione di quello degli Studios e della succursale in Oxford Street), un vero paradiso zeppo di qualsiasi oggetto dedicato al maghetto che si possa immaginare. Per questo vale la pena raggiungere la stazione ferroviaria di King’s Cross e dirigersi tra il binario 4 e 5, armati di portafoglio e di una discreta voglia di spendere: è impossibile uscire a mani vuote.
Mina Lima
Se avete amato le grafiche dei film di Harry Potter – dalla lettera di Hogwarts alla scatola delle cioccorane, fino alla Gazzetta del Profeta – non potete perdervi una visita al negozio MinaLima, il regno creativo di Miraphora Mina ed Eduardo Lima. Varcare quella porta significa entrare in un mondo davvero magico: non un semplice negozio, ma un piccolo salotto incantato, con tappezzerie, stampe alle pareti, diorami e dettagli che richiamano ogni angolo dell’universo potteriano.
Tra scaffali e espositori non troverete solo oggetti e illustrazioni a tema, ma l’intero immaginario fantastico creato da questi due artisti visionari. E qui arriva la parte dolorosa: vi ritroverete a “mangiarvi le dita” per non poter acquistare le loro splendide edizioni illustrate, non solo dedicate al mondo di HP, ma anche a capolavori come Il Piccolo Principe, Il Mago di Oz o Alice nel Paese delle Meraviglie. Sono pezzi talmente belli che è impossibile non desiderarli.
The House of Secrets
Segnalo anche questo piccolo negozio lungo Portobello Road: magari non è ricco come altri, ma ha comunque qualcosa di interessante da offrire. Se siete in zona, entrare non costa nulla… a meno che non troviate davvero qualcosa di irresistibile da comprare. È uno di quei posti dove si entra “solo per curiosità” e si rischia di uscire con un sacchetto in mano.
Oxford
Sono stata a Oxford nel lontano 1991, quando di Harry Potter non si era ancora sentito parlare e mancavano parecchi anni all’arrivo della saga. Eppure quel luogo mi ha folgorata: è uno dei ricordi più vividi di quel viaggio, uno di quelli che restano impressi senza bisogno di fotografie.
All’epoca non esistevano prenotazioni online né itinerari super organizzati. Così, dopo essere stata “agganciata” per strada da un tour operator locale, mi sono lasciata trascinare in una visita guidata in inglese dei college… che, lo ammetto, capivo davvero poco. Ma ciò che non riuscivo a cogliere dalle spiegazioni lo hanno compensato gli occhi: architetture maestose, cortili silenziosi, biblioteche che sembravano uscite da un altro secolo.
Anni dopo, guardando i film, ho capito quanto quell’ambiente avesse ispirato la Rowling: improvvisamente tutto tornava, come se i ricordi di Oxford si fossero illuminati di una nuova consapevolezza. E ho realizzato che quel primo incontro con la città era stato, inconsapevolmente, il mio ingresso nel mondo magico.
L'imponente plasico del Castello di Hogwarts
Il negozio al Binario 9¾ alla stzione di King's Cross
Lo shop Mina Lima
Il negozio The House of Secrets in Portobello Road
I dintorni di Londra
Se siete arrivati fino a qui, complimenti: significa che forse non ne avete avuto abbastanza della città e che avete voglia di esplorare anche i dintorni. Su questo non mi dilungherò troppo: oltre a Oxford, di cui ho parlato nel paragrafo precedente, non ho visitato molto altro. Vi lascio comunque due spunti veloci per una capatina fuori città, perfetti se avete ancora energie e curiosità da spendere.
Quando non ero ancora "anta" al Museo Marittimo di Greenwich
Greenwich
Non è proprio un vero “fuori città”: Greenwich è infatti un distretto di Londra, ma merita comunque una visita perché racchiude alcuni dei luoghi più affascinanti legati alla storia marittima britannica. Qui si trova la Cutty Sark, la celebre nave del XIX secolo restaurata e oggi visitabile, insieme al Museo nazionale marittimo e agli eleganti edifici classici dell’Old Royal Naval College, che conferiscono all’area un’atmosfera solenne e ricca di storia.
Poco più a nord, sulla penisola, svetta la moderna O2 Arena, mentre il Royal Observatory domina il tranquillo Greenwich Park: è qui che si trova il celebre Meridiano di Greenwich, un punto simbolico che attira visitatori da tutto il mondo. Un mix perfetto tra passato e presente, natura e architettura, che rende Greenwich una tappa davvero suggestiva.
Uno scorcio del RHS Garden, Wisley
RHS Garden, Wisley
Mentre Greenwich è relativamente vicina al centro di Londra, questo giardino si trova molto più lontano, ma è comunque facilmente raggiungibile in treno dalla stazione di Wimbledon. È un luogo che merita davvero una visita dedicata: se amate i giardini, non potete assolutamente perdervelo.
È immenso, talmente vasto da richiedere un’intera giornata per essere esplorato con calma. Ogni area è curatissima, con una varietà straordinaria di piante e fiori provenienti da tutto il mondo. Per me è senza dubbio uno dei giardini più belli che abbia mai visitato, e sicuramente ne parlerò più avanti in modo approfondito con un articolo dedicato.

Nerd Shopping
Aggiungo ai negozi che ho menzionato sopra, altri tre da non perdere:
Coloratissimo e immenso negozio dedicato agli M&M's dove non solo potrete contribuire a distruggere il lavoro del vostro dentista, ma acquistare gadget da collezionare e indossare.
Per i fan dei mattoncini, un negozio non solo per acquistare, ma per vedere fantastiche costruzioni e farsi fotografare assieme ad esse dai gentilissimi commessi.
Un mega negozio di giocattoli, con vetrine e allestimenti incredibili, soprattutto durante le feste, altamente pericoloso per i vostri portafogli se visitato con bambini o adulti con la sindrome di Peter Pan.
Concludendo
Londra è probabilmente una di quelle città in cui tornerò ancora: ho diversi punti sulla mappa che aspettano solo di essere esplorati, dal Victoria & Albert Museum a un musical nel West End, senza dimenticare i dintorni, che offrono sempre nuovi spunti e meraviglie. Insomma, c’è ancora parecchio da approfondire e da vivere.
Spero di non avervi annoiato con questo lungo resoconto e vi lascio un ultimo suggerimento se capiterete qui durante le feste natalizie: non mancate il Winter Wonderland a Hyde Park, un enorme villaggio di Natale con cibo, bancarelle e attrazioni che trasformano il parco in un mondo scintillante e festoso. È il modo perfetto per chiudere una giornata londinese con un tocco di magia.