Terme Euganne, relax e cultura

Il potere dell'acqua

 

Le acque termali salso-bromo-iodiche di Abano e Montegrotto, conosciute e apprezzate fin dalla preistoria, rappresentano una preziosa fonte di salute e benessere. Sgorgano naturalmente a temperature elevate, fornendo alle strutture termali un'acqua calda dalle molteplici proprietà benefiche, utilizzata non solo per alimentare le piscine termali, ma anche nel processo di maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale.

Il fango termale, rinomato per le sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, è uno dei principali elementi terapeutici del territorio. Le acque termali vengono inoltre impiegate nelle cure inalatorie, contribuendo al benessere delle vie respiratorie. Infine, grazie alla loro naturale energia, partecipano persino al riscaldamento degli alberghi durante i mesi più freddi, rendendo questa risorsa un esempio virtuoso di utilizzo sostenibile del calore naturale.

La piscina coperta dell'Hotel La Residence

Hotel La Residence Abano Terme

Meglio Abano o Montegrotto?

Per quanto riguarda le strutture ricettive, sia ad Abano Terme che a Montegrotto Terme c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Quasi tutti gli hotel dispongono di una piscina termale coperta collegata a una piscina esterna tramite un passaggio interno, arricchita da idromassaggi, docce cervicali e aree dedicate al relax. Le strutture più attrezzate offrono inoltre più piscine termali, vasche esterne panoramiche e servizi benessere aggiuntivi.

Per quanto riguarda i centri abitati, pur avendoli vissuti solo in parte, ho trovato Montegrotto Terme leggermente più piacevole. Tuttavia, il mio consiglio è di concentrarsi soprattutto sulla scelta della struttura più adatta alle proprie esigenze, perché sono i servizi, il comfort e la qualità delle piscine a fare davvero la differenza durante il soggiorno.

La piscina coperta dell'Hotel Mioni Royal San

Hotel Mioni Royal San Montegrotto Terme

Come scegliere la struttura ideale

Se solitamente effettuo le mie prenotazioni su Booking, per quanto riguarda gli hotel termali preferisco rivolgermi direttamente ai siti ufficiali delle strutture. Molti alberghi propongono infatti tariffe dedicate, offerte speciali e promozioni stagionali riservate a chi prenota direttamente. Inoltre, il sito consente di consultare in modo più completo i trattamenti disponibili, le eventuali convenzioni e tutti i servizi inclusi.

Spesso le strutture propongono pacchetti soggiorno + benessere che non compaiono sulle piattaforme di prenotazione online. Naturalmente è sempre consigliabile fare un rapido confronto dei prezzi, ma nella maggior parte dei casi si riesce a risparmiare prenotando direttamente.

La scelta dell'hotel dovrebbe basarsi principalmente sulla durata del soggiorno, sui trattamenti desiderati e sugli eventuali pasti che si intendono consumare in struttura.

Se avete in programma un weekend alle terme, prestate particolare attenzione agli orari di accesso alle piscine. La maggior parte degli hotel ne consente l'utilizzo esclusivamente durante il periodo di soggiorno; di conseguenza, se desiderate trattenervi oltre l'orario di check-out, potrebbe essere richiesto il pagamento di un supplemento.

Qual è il periodo migliore?

Se parliamo di terme, considerando l'elevata temperatura dell'acqua, il periodo ideale è quello con temperature esterne più fresche. Immergersi nelle vasche all'aperto in inverno, magari mentre cade la neve, avvolti dal vapore che si sprigiona dall'acqua, regala un'esperienza davvero suggestiva e indimenticabile.

Se desiderate abbinare il soggiorno a qualche visita nei dintorni, verificate sempre i periodi di apertura: alcune attrazioni, come castelli e giardini, potrebbero essere chiuse durante i mesi invernali.

Come per qualsiasi destinazione, evitare ponti e festività vi permetterà di beneficiare di prezzi più convenienti e di un minor affollamento. Inoltre, scegliere un soggiorno infrasettimanale garantirà ancora più tranquillità e un maggiore risparmio.

Una volta individuata la struttura ideale, tenete d'occhio le diverse offerte disponibili per cogliere al volo promozioni e pacchetti speciali, ottimizzando così il vostro soggiorno.

Il mio weekend tipo

Per organizzare al meglio il vostro weekend alle terme, le informazioni fondamentali da verificare sono: orario di check-in, orario di check-out, possibilità di accedere alle piscine termali prima del check-in o dopo il check-out e orari di apertura delle piscine.

Immaginiamo una struttura con queste condizioni:

✅ Check-in dalle ore 15.00
✅ Possibilità di arrivare dalle 11.30 per accedere subito alle piscine termali
✅ Check-out entro le ore 10.00

Partendo da Bologna, in circa un'ora e mezza di viaggio si raggiunge la destinazione. Il consiglio è quindi di concedersi una colazione senza fretta e arrivare in hotel poco prima delle 11.30, pronti per iniziare il soggiorno con qualche ora di puro relax nelle terme.

Dopo un paio d'ore in piscina, si può scegliere un pranzo leggero, all'interno dell'hotel oppure in uno dei locali della zona. Nel frattempo, una passeggiata nei dintorni permette di sgranchirsi le gambe, curiosare tra i negozi e scoprire l'atmosfera del luogo prima di tornare in reception per prendere possesso della propria camera.

Da quel momento il tempo è tutto da dedicare al benessere: un intero pomeriggio tra piscine termali, idromassaggi, aree relax e, per chi lo desidera, qualche trattamento wellness. La giornata può concludersi con una piacevole cena in hotel e, se la struttura lo consente, con un ultimo momento di relax nella piscina serale, immersi in un'atmosfera ancora più suggestiva.

La mattina successiva, dopo una ricca colazione, si effettua il check-out all'orario previsto. Ma il weekend non è ancora finito: la giornata è ancora tutta da vivere, con il tempo necessario per visitare le numerose attrazioni dei dintorni  e concedersi un pranzo in zona prima di rientrare a casa.

Le luminarie a cuoricino di Abano Terme per San Valentino

Le luminarie a cuoricino di Abano per San Valentino

Cosa visitare in zona

Il Veneto è una regione straordinariamente ricca dal punto di vista paesaggistico, storico e culturale. Con i suoi nove siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO, offre un patrimonio unico che spazia tra città d'arte, borghi, ville storiche e scenari naturali di grande fascino. Anche l'area dei Colli Euganei non fa eccezione: se desiderate affiancare al vostro weekend di benessere una o più visite culturali, avrete davvero l'imbarazzo della scelta.

Di seguito trovate una selezione dei luoghi che ho avuto modo di visitare personalmente (entro i 20 km da Montegrotto, altrimenti dovrei scrivere un articolo chilometrico), accompagnata da alcune brevi note e suggerimenti. Per una panoramica ancora più ampia e dettagliata, vi consiglio però di consultare questo sito, particolarmente ben realizzato, dove troverete numerose idee di visita, itinerari tematici e informazioni utili a 360 gradi sul territorio e sulle sue attrazioni.

Castello del Catajo

Il Castello del Catajo è uno splendido palazzo storico la cui costruzione ebbe inizio nei primi anni del XVI secolo per volontà della famiglia Obizzi, che ne mantenne la proprietà per oltre trecento anni, fino alla scomparsa dell'ultimo erede. Successivamente passò sotto il controllo austriaco e vi rimase fino al 1925, quando lo Stato italiano lo requisì come risarcimento per i danni di guerra, per poi rivenderlo poco dopo.

La rinascita del castello arriva nel 2015, anno in cui viene acquistato dagli attuali proprietari, che avviano un importante lavoro di restauro e valorizzazione, restituendogli l'antico splendore e rendendolo accessibile al pubblico.

Il complesso è particolarmente vasto e comprende suggestivi cortili interni, appartamenti privati, il magnifico piano nobile affrescato (dove non è consentito scattare fotografie, ma i cui ambienti sono visibili sul sito ufficiale), oltre a eleganti terrazze e curati giardini.

La visita si svolge in parte in autonomia e in parte con guida, offrendo un'esperienza completa e coinvolgente. Come accade spesso nelle grandi dimore storiche private, alcune aree del castello possono essere affittate per matrimoni, eventi e cerimonie.

Prima di organizzare la visita è consigliabile consultare il sito ufficiale per verificare giorni e orari di apertura, che variano a seconda della stagione. Il castello, infatti, osserva calendari differenti durante l'anno e rimane generalmente chiuso nei mesi invernali.

Il cortile interno del Castello del Catajo

Il cortile interno del Castello del Catajo

La panchina degli innamorati nel giardino di Valsanzibio

La panchina degli innamorati nel giardino di Valsanzibio

Giardino monumentale di Villa Barbarigo 

Il giardino di Valsanzibio fa parte di un complesso monumentale che comprende Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani. Al contrario di altre ville venete però, Villa Barbarigo viene totalmente eclissata dalla bellezza del suo giardino che detiene parecchi primati:

👉 è uno dei pochissimi giardini simbolici intatto, così come venne progettato e realizzato
👉 vanta la più alta concentrazione al mondo di di piante di bosso, oltre 60.000 mq, ospitando esemplari di oltre 410 anni e 5 metri di altezza
👉 copre un'area di 60.000 metri quadrati con circa 120.000 piante provenienti da tutto il mondo, tra cui diverse specie arboree piuttosto rare
👉 ospita oltre settanta statue, un labirinto di bosso, laghetti, peschiere, ruscelli e giochi d'acqua
👉 è il primo esempio dell'utilizzo della tecnica della prospettiva applicata ad un giardino

Proprio riguardo questo ultimo aspetto il giardino viene soprannominato "La piccola Versailles", perché fu fonte di ispirazione per l'architetto Andrea Le Notre, che venne appositamente dalla Francia, nella progettazione dei viali della ben più famosa reggia.

Scherzosamente, l'ultimo proprietario della villa, Fabio Pizzoni Ardemani (defunto nel 2013 all'età di 91 anni), diceva a chi paragonava i due parchi che non era il giardino di Valsanzibio ad essere una piccola Versailles, ma i giardini francesi una grande Valsanzibio!

Primo premio come ‘Il più bel giardino d’Italia‘ nel 2003, terzo più bel giardino d'Europa nel 2007, il progetto si attribuisce a Luigi Bernini, fratello di Gian Lorenzo. Il giardino è visitabile, in autonomia, tutti i giorni dall'ultimo fine settimana di febbraio al secondo fine settimana di dicembre, occorre prenotare negli altri giorni.

Consiglio caldamente la visita guidata che è su prenotazione e prevede un sovrapprezzo, solo in questo modo si apprezza meglio la simbologia e il percorso di purificazione che caratterizza il giardino nonché la storia, le opere d'arte e le varietà arboree.

Villa dei Vescovi

Villa dei Vescovi è stata donata al FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) nel 2005 da Maria Teresa Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese. Il FAI si è occupato di un lungo e accurato restauro, restituendo splendore alla dimora e gestendola oggi in modo eccellente. Come tutti i beni del FAI, l'ingresso è gratuito per i soci.

L'edificio, risalente al XVI secolo, è stato realizzato con un raffinato stile classico rinascimentale, anticipando per alcuni aspetti l'architettura di Andrea Palladio. Sorge in posizione panoramica su un colle dei suggestivi Colli Euganei, circondato da vigneti, spazi verdi e da un ampio parco storico.

Particolarmente affascinanti sono gli eleganti affreschi che decorano la villa, visibili già dallo splendido loggiato esterno. Durante la settimana la visita è libera, mentre nei fine settimana è possibile partecipare a una visita guidata con un piccolo supplemento.

Gli orari di apertura variano in base alla stagione, quindi è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale prima della visita. La mansarda è stata trasformata in raffinate residenze di charme, mentre il parco ospita regolarmente eventi culturali, manifestazioni e iniziative di vario genere.

Infine, le sale, il loggiato e il parco della villa possono essere affittati per eventi privati, matrimoni e occasioni speciali.

Villa dei Vescovi vista dai piedi della collina

Villa dei Vescovi vista dai piedi della collina

Una delle sale del Castello di San Pelagio

Una delle sale del Castello di San Pelagio

Castello di San Pelagio 

Il Castello di San Pelagio offre ben tre attrazioni diverse con un unico biglietto: il Museo del Volo, il Parco Storico e le Stanze Dannunziane.

Il Museo del Volo, inaugurato nel 1980 e recentemente riallestito, si sviluppa nell'ala rustica del castello e ripercorre la storia del volo, dai progetti delle macchine volanti di Leonardo da Vinci fino alle moderne missioni spaziali. Nell'ala padronale trova invece spazio una mostra permanente dedicata al rapporto tra volo e arte.

Il meraviglioso parco di tre ettari che circonda il castello propone tre diversi percorsi tematici: storico, aeronautico e botanico, così da soddisfare interessi diversi e rendere piacevole la visita anche a chi desidera semplicemente passeggiare nel verde.

Le Stanze Dannunziane, accessibili esclusivamente con visita guidata, permettono invece di entrare negli appartamenti in cui soggiornò Gabriele D'Annunzio nell'estate del 1917, quando era maggiore dell'esercito. La famiglia Zaborra, proprietaria del castello, concesse infatti all'esercito parte dei terreni circostanti per la realizzazione di un campo di volo e alcuni ambienti della villa. Fu proprio negli appartamenti del primo piano che soggiornò il celebre poeta-soldato.

Le stanze conservano ancora oggi ricordi legati alla sua vita e alle sue imprese aviatorie, affiancati dagli arredi storici della famiglia Zaborra. Una visita interessante che permette di approfondire un capitolo poco conosciuto della storia del castello e del legame tra D'Annunzio e l'aviazione.

Arquà Petrarca

Arquà Petrarca è uno dei borghi medievali più affascinanti dei Colli Euganei, celebre per aver accolto negli ultimi anni della sua vita il grande poeta, scrittore e umanista Francesco Petrarca. Tra le principali attrazioni spicca la Casa del Petrarca, conservata con grande cura e ricca di oggetti personali, documenti e cimeli che raccontano la quotidianità del poeta.

Tra le curiosità più singolari custodite all'interno della dimora vi sono i resti imbalsamati della sua amata gatta, alla quale Petrarca era profondamente legato e che, secondo la tradizione, definì addirittura "l'amore della mia vita" in una lettera indirizzata al Boccaccio. Quando si parla di storie di gatti, ammetto di prestare sempre un'attenzione particolare.

Oltre alla visita della casa, passeggiare tra i vicoli medievali perfettamente conservati di Arquà Petrarca è un vero viaggio nel tempo. Le stradine lastricate, le piccole botteghe artigiane, i locali caratteristici e gli edifici in pietra regalano scorci pittoreschi e un'atmosfera autentica e senza tempo.

Uno dei simboli del borgo è la Giuggiola, un frutto presente nei Colli Euganei fin dall'epoca romana. Passeggiando tra le vie del centro è possibile assaggiare il celebre Brodo di Giuggiole, un liquore tradizionale prodotto da diversi artigiani locali a base di giuggiole, arricchito da ingredienti come mele cotogne, uva fragola e moscato.

Nelle prime due domeniche di ottobre, il borgo si anima con la storica Festa della Giuggiola, un appuntamento molto atteso che richiama visitatori da tutta la regione. Tra mercatini, spettacoli medievali, rievocazioni e degustazioni, è possibile scoprire e assaporare numerosi prodotti derivati dalla giuggiola, tra cui confetture, sciroppi e il rinomato liquore che ha reso famoso questo piccolo gioiello dei Colli Euganei.

Brodo di Giuggiole ad Arquà Petrarca

L'esterno del castello di Monselice

L'esterno del castello di Monselice

Monselice

Monselice, una delle più affascinanti città murate del Veneto, offre un itinerario che unisce perfettamente paesaggio, arte, storia e spiritualità: il suggestivo Santuario Giubilare delle Sette Chiese.

Il percorso prende avvio dal centro storico e si sviluppa lungo il colle che conduce alla splendida villa appartenuta a Pietro Duodo, il nobile veneziano che commissionò l'intero complesso alla fine del Cinquecento. La salita è scandita da sei cappelle votive e culmina nella Chiesa di San Giorgio, cappella privata della famiglia Duodo, creando un itinerario di grande fascino sia dal punto di vista artistico che devozionale.

Lasciando l'auto nel parcheggio di Campo della Fiera, si possono ammirare fin da subito le possenti mura medievali che circondano la città. Percorrendo Via 28 Aprile 1945 si raggiunge poi Piazza Mazzini, il cuore pulsante di Monselice. Da qui inizia la salita: svoltando a sinistra e imboccando Via del Santuario, ci si immerge in uno degli angoli più caratteristici dei Colli Euganei.

Pochi passi dopo l'inizio del percorso si incontra il magnifico Castello Cini di Monselice, una delle attrazioni più interessanti della città. Il complesso è formato da edifici costruiti in epoche diverse e collegati tra loro nel corso dei secoli, offrendo un affascinante viaggio attraverso la storia dell'architettura. Le sale interne sono completamente arredate e, sebbene gli arredi non siano originali, sono stati selezionati con grande attenzione durante il restauro realizzato tra il 1935 e il 1942 dall'architetto Nino Barbantini, in modo da rispecchiare fedelmente le diverse epoche storiche rappresentate all'interno del castello.

La visita guidata è particolarmente coinvolgente e permette di comprendere appieno l'evoluzione del complesso e la storia delle famiglie che lo hanno abitato. Personalmente, considero il Castello di Monselice uno dei più belli tra tutti quelli visitati: un luogo capace di sorprendere per la ricchezza degli ambienti, l'atmosfera autentica e la splendida posizione panoramica sul territorio circostante.

Padova

Padova è una di quelle città di cui è quasi impossibile parlare in poche righe. Custodisce infatti ben due siti riconosciuti dall'UNESCO: lo storico Orto Botanico, il più antico orto botanico universitario ancora nella sua sede originaria, e i magnifici cicli di affreschi del XIV secolo riuniti sotto il nome di Padova Urbs Picta. Già solo per raccontare le sue meraviglie servirebbe un articolo dedicato, e probabilmente nemmeno basterebbe.

È una città che non si lascia scoprire in una sola giornata: tra chiese, palazzi, musei, piazze monumentali e angoli nascosti, invita a tornare più volte o a fermarsi qualche giorno per assaporarla con la calma che merita. Alla straordinaria ricchezza artistica e culturale si affianca poi una tradizione enogastronomica altrettanto interessante, da gustare in una delle tante trattorie e ristoranti storici del centro. Tra i miei preferiti c'è L'Officina al Bersagliere, a pochi passi da Prato della Valle.

Proprio Prato della Valle, uno dei miei luoghi del cuore a Padova, è una delle piazze più scenografiche d'Italia e il sabato ospita un vivace mercato cittadino. Ciò che lo rende speciale è la presenza di numerosi produttori locali e di banchi che valorizzano il territorio, mantenendo quell'autenticità che spesso si è persa in molti mercati tradizionali. Passeggiando tra le bancarelle si possono ancora trovare prodotti tipici, specialità gastronomiche e articoli legati alla realtà locale, in un'atmosfera genuina che rende l'esperienza piacevole non solo per gli acquisti, ma anche per vivere la città come fanno i padovani.

In una regione ricca di borghi, ville e paesaggi spettacolari come il Veneto, Padova rappresenta una tappa imprescindibile: una città elegante, vivace e sorprendente, capace di conquistare tanto gli appassionati d'arte quanto chi ama semplicemente passeggiare tra storia, cultura e buona cucina.

Il mercato del sabato di Prato della Valle

Il mercato del sabato di Prato della Valle